Pittura | Seicento | Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino | Sofonisba morente | Giudizio critico


97 x 79 cm
Olio su tela
1654


Scheda opera

Descrizione opera

Sofonisba morente

Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino

Il giudizio critico


L’opera ha come soggetto “Sofonisba con la scodella” e si tratta del solo quadro di questo soggetto piuttosto raro che appare nel Libro dei Conti del maestro. Pare esser stato pagato il 3 ottobre del 1654 assieme a un San Sebastiano (120 ducatoni per due “mezze figure”) da un committente veneziano Giovanni Donato Correggio, che ha pagato il maestro per altri dipinti tra il 1653 e il 1657. Benché le dimensioni di tela usate normalmente dal Guercino  per mezze figure al naturale (che costavano appunto 60 ducatoni in questo periodo) siano state 120 x 100 cm incirca, mi pare assi evidente che questa tela sia stata tagliata in basso, a destra, dove può benissimo esser stata originariamente più grande di 15 cm circa. Così si può dedurre che il dipinto qui esaminato possa essere identificato come la mezza figura di “Sofonisba” dipinta dal Guercino  nel 1654, tenendo anche conto del fatto che lo stile e la qualità sono precisamente conforme a ciò che si potrebbe aspettare a quella data. (Denis Mahon, 29 luglio 1996)

 

 

Questo dipinto, di altissima qualità, appartiene a una fase più tarda del Guercino , rispetto alla Sofonisba morente di questa stessa collezione. La Sofonisba che regge una scodella è da identificare con un dipinto registrato nel Libro dei Conti del Maestro in data 3 ottobre 1654. La datazione è del tutto giustificata e la relazione tra i due dipinti della collezione, raffiguranti in definitiva lo stesso soggetto, è molto istruttiva per comprendere l’evoluzione dello stile del Guercino . Qui la figura appare riccamente abbigliata, mesta e dolente, in coerenza con gli sviluppi guercineschi tesi con l’andare degli anni ed esprime sempre meglio l’intimità del sentire e il mistero della storia. Sofonisba appare come una donna meditativa e grandiosa nella sua sofferenza ed è chiara quella dimensione di epica sobrietà che il Guercino  tende a formulare negli anni maturi lavorando con amore e impegno sul tema della mezza figura isolata su cui si concentra un intenso universo di sensazioni ed emozioni.  (Claudio Strinati)