Pittura | Seicento | Benedetto Gennari | Sibilla Persica | Descrizione opera

95,5 x 114,5 cm
Olio su tela


Scheda opera

Giudizio critico

Sibilla Persica

Benedetto Gennari

Il soggetto
La Sibilla è una figura mitologica presente sia nella cultura greca che in quella romana. La tradizione classica ci narra che si trattava di donne vergini dotate di virtù profetiche, derivate dall’intercessione di una divinità (che solitamente era Apollo); erano quindi in grado di fornire responsi o fare predizioni e per questo venivano venerate. Il primo riferimento storico alle Sibille lo si trova fra le opere di Platone dove però ne indica una soltanto. Sarà Varrone il primo a fornire un vero e proprio elenco di queste figure mitologiche fra le quali apparirà appunto anche la Sibilla Persica, il soggetto di questo ritratto, annoverata fra le più antiche. La tradizione classica le suddivise in gruppi, in base alla loro provenienza geografica: orientali, greco-ioniche e greco-italiche; la Sibilla Persica (o Persiana) apparteneva al gruppo orientale.


Il dipinto
Andrea Emiliani ha attribuito l’opera a Benedetto Gennari  (comunicazione scritta del 16 luglio 2009). Pare che il committente, tale Rondinelli, vendette questa tela all’importante famiglia dei Pio di Savoia, non prima però di essersene fatta una riproduzione da conservare per sé. Successivamente, i Pio di Savoia cedettero tutta la loro collezione, compresa questa tela, a papa Benedetto XIV Lambertini, confluendo in seguito nell’inventario della Pinacoteca Capitolina. Gennari , attento allievo del Guercino , riuscì ad ammorbidire la natura divina della sibilla cogliendola in un attimo di distrazione. Difatti, intenta a scrivere, s’interrompe per la presenza dell’osservatore a cui sembra rivolgere lo sguardo malinconico. Il titolo dell’opera viene indicato dall’artista, sul fianco del libro, appoggiato sul tavolo.