Pittura | Ottocento | Henri de Toulouse-Lautrec | Studio per cavallo e calesse (recto) - Studio per testa di cavallo (verso) | Descrizione opera

15,5 x 26 cm
Matita su carta


Scheda opera

Studio per cavallo e calesse (recto) - Studio per testa di cavallo (verso)

Henri de Toulouse-Lautrec


Il dipinto

Il cavallo è sempre stato tra i soggetti più amati dal conte Henri-Marie-Raymond de Toulouse Lautrec, uno dei maggiori e più influenti artisti che si sono affacciati nel panorama europeo nella seconda metà dell’Ottocento.

Nato in una nobile famiglia della provincia francese, il piccolo Henri manifestò fin da subito una grave tara genetica che ne deformò le gambe e ne compromise la salute. Ciò fu probabilmente dovuto ad una poco lungimirante consuetudine in voga nella nobiltà francese: l’abitudine a  sposarsi solo fra consanguinei per preservare la purezza del sangue blu, senza considerare le conseguenze sul nascituro.

Cresciuto negli agi dell’aristocrazia, il piccolo Henri sviluppò fin da subito una passione per i cavalli, incoraggiato dal padre, eccellente cavallerizzo. Una passione che di lì a qualche anno si fonderà perfettamente con il grande amore della vita del giovane Henri: quella per la pittura.

I soggetti dei suoi primi lavori sono quindi inevitabilmente legati al mondo dell’ippica: Cavalli e scene di caccia gli erano d'altronde decisamente famigliari, per via delle passioni che il padre cercò di trasmettergli. Inoltre va considerato che i soggetti equestri erano indicati per la formazioni dei giovani artisti e ciò si rivelò un vantaggio per lui.  La sua condizione fisica però gli impedì di partecipare appieno a tutti quegli eventi mondani che caratterizzavano la vita dei nobili e questo lo portò a concentrarsi sempre di più sulla pittura, producendo nei primi anni di formazione una grande quantità di piccoli schizzi, realizzati an-plein-air come il foglio oggetto di questa analisi.