Pittura | Ottocento | Ettore Roesler Franz | La Cloaca Massima a Roma | Descrizione opera

72 x 50,5 cm
Acquarello su carta


Scheda opera

La Cloaca Massima a Roma

Ettore Roesler Franz


Il dipinto

Di antica famiglia tedesca ma trapiantata a Roma fin dall’inizio del Settecento, Ettore Roesler Franz, nacque a Roma alla metà dell’Ottocento e fu proprio alla Città Eterna che legò maggiormente la sua carriera e il suo successo con una serie infinita di opere su carta dedicate a suoi scorci più belli e suggestivi. Lo spirito mitteleuropeo derivato dalle sua origini germaniche e la sua padronanza di ben tre lingue straniere oltre all’italiano, lo portò ad avere un’apertura maggiore verso l’Europa, rispetto agli altri artisti romani suoi contemporanei, come dimostrato dal grande numero di esposizioni che tenne in ogni città del continente: da Parigi a Londra, da San Pietroburgo a Stoccolma, passando per Belgio, Olanda e  Germania. La considerazione verso di lui è tale, da attrarre l’attenzione di importanti collezionisti come membri delle casate reali e nobiliari europee. A differenza di molti pittori di quel tempo che amavano crearsi un network con altri colleghi, Roesler Franz scelse pochi contatti, il priù importante dei quali fu con Giacomo Balla, quando ancora non faceva parte del Movimento Futurista.   Ma la sua notorietà passò inevitabilmente da Roma, grazie alla serie “Roma sparita” una raccolta di acquarelli che riprendevano l’eredità vedutistica del Settecento, rivista in chiave romantica. Egli desiderava lasciare una testimonianza del proprio tempo, a seguito dell’intuizione che le città da lui ritratte stavano irreversibilmente mutando. La summa di questa sua attività è rinvenibile nella serie “Roma sparita” composta da oltre cento acquarelli che venne acquistata dal comune di Roma nel 1883 col progetto, mai realizzato, di esporle in una grande sala comunale accompagnata da una mappa topografica sulla quale indicare i luoghi ritratti nei dipinti e non più esistenti.

Le sue vedute di Roma sono quindi una preziosa testimonianza del mutamento della società alla fine del XIX secolo, rendendoci oggi l’immagine della città prima degli sventramenti. Lavori che colpirono in particolare le case lungo le sponde del Tevere. E proprio in questo dipinto è ripreso il tratto di fiume nel quale si trova la Cloaca Massima, con il Tempio di Vesta a dominare la scena dall’alto.  In seguito ai lavori di realizzazione dei muraglioni sul fiume, lo sbocco della Cloaca è stato salvaguardato come testimonianza di archeologia urbanistica.