Pittura | Settecento | Leonardo Coccorante | Capriccio con rovine antiche e figure, alba (I) | Descrizione opera

118 x 90,5 cm
Olio su tela


Scheda opera

Giudizio critico

Capriccio con rovine antiche e figure, alba (I)

Leonardo Coccorante

Il soggetto

Questo tipo di veduta, nella quale non si riconosce un preciso luogo geografico e che comprende strutture architettoniche antiche, spesso accompagnate da figure generiche, viene definita col termine Capriccio, ovvero una composizione scaturita dalla fantasia dell’artista nella quale egli si dilettava ad associare liberamente nello stesso spazio, grandiosi monumenti dell’antichità provenienti da luoghi diversi, al fine di creare un paesaggio ideale e aulico. Queste composizioni dal sapore frivolo e leggero avevano il solo scopo di stuzzicare la fantasia dell’osservatore senza prefiggersi alcuno fine intellettuale.

Il Capriccio ha uno stretto rapporto con il teatro: queste composizioni nacquero come trasposizione pittorica di progetti di scenografie teatrali che quasi sempre erano ideate da affermati pittori, che amavano trasferire su tela le loro migliori creazioni.


Il dipinto

Di questi paesaggi idealizzati Leonardo Coccorante  fu un grande interprete. Pittore di origini napoletane, fu attivo nella prima metà del Settecento.

Coccorante  è largamente conosciuto per i suoi dettagliati paesaggi di grandi dimensioni, nei quali troneggiano architetture classiche o antiche rovine, in contrapposizione con piccole figure umane in primo piano che enfatizzano la maestosità dei ruderi circostanti. Questo genere portò all’artista una grande e meritata fama, specie in patria.

La presenza del monogramma “LC” in una delle opere di questa collezione, conferma l’attribuzione al maestro partenopeo avvalorata da Ferdinando Bologna (comunicazione scritta del 23 novembre 1983) che ne ha potuto studiare una coppia da questa serie.

Nella sua analisi Ferdinando Bologna accerta la forte somiglianza stilistica di questi dipinti con l’opera Rovine con scene di guerra, oggi conservata presso un’importante collezione napoletana, mettendo in risalto la coincidenza fra l’esecuzione delle tele qui presentate e il momento di indubbia e avanzata maturità artistica del maestro napoletano, in cui si ritrovano una felice rievocazione dell’acutezza luministica di Viviano Codazzi e una particolare maniera che appare già pre-romantica.