Pittura | Seicento | Benedetto Gennari | Angelo custode | Descrizione opera

92,5 x 152 cm
Olio su tela


Scheda opera

Giudizio critico

Angelo custode

Benedetto Gennari

Il soggetto

L’iconografia dell’Angelo custode ebbe una fortuna direttamente proporzionale alla grande devozione popolare che questa figura riusciva a suscitare. Il concetto di “Angelo custode” venne introdotto nella dottrina cristiana attorno al V secolo, attraverso gli scritti di un filosofo greco conosciuto con lo pseudonimo di Dionigi l’Aeropagita, le cui teorie, derivate dal neoplatonismo disegnano una visione gerarchica della realtà alla cui sommità si trovava Dio e sotto di Lui le cosiddette “intelligenze angeliche”. Ma la convinzione dell’esistenza di un’entità soprannaturale che vegliava sull’umanità era già stata formulata e presentata da Platone che la inserisce fra gli argomenti di dialogo espressi nel Fedone, dedicato alla morte di Socrate.

Un riferimento alla presenza di un angelo quale ispiratore della moralità per l’uomo, è presente nel Libro di Giobbe:

 

“Ma se vi è un angelo presso di lui, un protettore solo fra mille, per mostrare all'uomo il suo dovere…” (Giobbe 33, 23)

 

Nel corso del tempo la figura dell’Angelo Custode è divenuta fondamentale all’interno del culto cattolico, soprattutto nell’approccio cristiano verso i bambini e l’opera qui presentata pare esser stata concepita seguendo questo scopo.


Il dipinto

La tela è attribuita a Benedetto Gennari , allievo della bottega di Guercino , anche se non si esclude un intervento dello stesso maestro specie nella figura dell’Angelo. Quest’ultimo sta indicando al piccolo bambino affidatogli dalla Grazia Celeste, il Cielo, quale aspirazione massima da perseguire al termine della vita mortale, possibile solo attraverso una condotta di vita virtuosa.

Claudio Strinati colloca cronologicamente il dipinto nel periodo giovanile del Gennari , attorno al settimo decennio del Seicento (comunicazione scritta). La grandiosa composizione dell’opera è senza dubbio debitrice delle idee compositive del tardo Guercino , ma il Gennari  si caratterizza per un disegno più circoscritto e delineato che risulterà influente persino nella pittura bolognese del secolo successivo.